JUMP FORCE: bello solo per gli appassionati ?

Non è la prima volta che gli universi dei manga pubblicati sul settimanale nipponico Shoen Jump collidono nello stesso videogioco: tutto è iniziato nel 2005 con Jump Super Stars e in seguito Jump Ultimate Stars su Nintendo DS, ma poi qualche anno fa c’è stato anche J-Stars Victory VS per PlayStation 3, PlayStation Vita e PlayStation 4. Non c’è nulla di straordinario in Jumo Force, sotto questo aspetto, sicché lo sviluppatore Spike Chunsoft e il publisher Bandai Namco hanno ben pensato di festeggiare il cinquantesimo compleanno della famosa rivista con un escamotage ai limiti del pazzesco: hanno fatto scontrare i protagonisti e i villain più famosi dei manga nel nostro mondo. Una scelta curiosa, azzardata e ampiamente dibattuta che, a conti fatti, è forse anche quella più trascurabile nell’enorme pasticcio che è questo picchiaduro. La storia, infatti, è divisa in vari capitoli, scanditi a loro volta dalle missioni chiave che è possibile accettare agli appositi banconi: inizialmente dovremo reclutare i vari componenti della Jump Force, e per farlo dovremo sconfiggerli mentre sono posseduti dai cubi umbras, ma poi ci toccherà affrontare i vari nemici in compagnia dei nostri beniamini. La campagna è piuttosto lunga ma tende a diventare ripetitiva alla svelta, impostando raramente scontri interessanti. La colpa ovviamente è della sceneggiatura banalissima che mette insieme buoni e cattivi senza curarsi particolarmente dei loro rapporti: è chiaro che Bandai Namco si sta rivolgendo a un pubblico di appassionati che gongolerà anche soltanto nel vedere Goku, Naruto e Rufy fianco a fianco, ma sarebbe stato piu bella una trama più articolata e magari un maggior numero di citazioni. In combattimento, nelle mappe deserte ma ricche di particolari, la velocità degli scambi di colpi, tra esplosioni e scintille che volano da ogni parte, impedisce che uno sguardo meno attento noti le animazioni a scatti e le collisioni imprecise: lo schermo si riempie di effetti grafici, lampi di luce e scariche elettriche ogni volta che si tira un pugno, mentre un blur eccessivo sfoca l’immagine. La scena è ripresa dalla telecamera alle spalle del giocatore: Jump Force è un arena brawler, un picchiaduro in terza persona che consente di spostarsi liberamente per il terreno di scontro, ma che al contempo impedisce di calcolare con precisione le distanze e di vedere bene il nemico quando si inanella una catena di attacchi. La parola d’ordine è spettacolo e, in questo senso, Spike Chunsoft ha svolto un ottimo lavoro. Gli attacchi speciali più famosi sono estremamente coreografici e ricalcano con attenzione le fonti originali, siano esse cartacee o animate.

Quindi in conclusione possiamo dire che jump force non ha conquistato molto. Per gli appassionati è un bel gioco ma solo per la possibilità di giocare con i personaggi preferiti, ma dal punto di vista tecnico gli sviluppatori non si sono dati tanto da fare.

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